Mariella Di Mario

Lusso Democratico, uno stato d’animo

Dire Lusso Democratico ha senso? Non è un ossimoro? Sembrerebbbe una frase ad effetto: se qualcosa è un lusso, può essere per tutti? Ebbene, sì, e semplicemente perché lusso non è sfarzo. Il lusso è democratico perché è uno stato d’animo, alla portata di tutti.

Lusso? Sfarzo? … … la differenza si vede!

Perché il lusso è una sensazione, un qualcosa di intimo, una consapevolezza. Un caleidoscopio. Troppo poetica? Beh, un po’ di poesia nella vita ci vuole. Sempre. Secondo me, senza non si vive.

Lo sfarzo, al contrario, è ostentazione, rappresentazione di uno status. Il lusso si percepisce a tanti livelli; lo sfarzo è essenzialmente visivo. In più, nella migliore delle ipotesi, irrita. Diciamo pure che lo sfarzo non eleva un lo spirito. Il lusso sì.

Lusso Democratico, perchè

Ciò detto, tanto per fare un esempio, entrare in Sant’Agostino in Campo Marzio a Roma e inciampare nella Madonna dei Pellegrini lì, in una cappella, è un Lusso. Passeggiare per Piazza Navona e poter guardare indisturbati la fontana dei Quattro Fiumi di Bernini anche per ore, è un Lusso.

Per tacere di quando i romani escono dalla MetroB – Fermata Colosseo – e si trovano davanti lo spettacolo unico che leva il fiato, se solo si alza la testa.

E non va male neanche ai milanesi, quando escono dalla fermata Duomo (e in più hanno il Wi-Fi). Questo, insieme ad infiniti altri, è il Lusso Democratico: uno stato d’animo, vero.

il lusso democratico di un panorama
Spettacolare, segreta, concreta: Roma!

…e poi c’è l’Atelier 322…

Poi c’è il nostro, il lusso democratico di Atelier 322: ci piace che un nostro abito ti scivoli addosso alla perfezione, non tiri, non stringa, non abbia bisogno di nessun ritocco. Ci piace foderare un nostro capo con la seta:perché a contatto della pelle ci deve essere la stoffa più preziosa; quando si vuole “limare” il costo, meglio farlo col tessuto esterno, mai con quello interno. Dal di fuori ti vedono, sì, ma all’interno sei tu che percepisci il comfort dalle 8 alle 18.

E questo è lusso. Piccolo, ma non assai soddisfacente.

Infine, ultima ma non meno importante: quella sensazione che ti attraversa come una piccola scossa quando ti guardi per la prima volta allo specchio col tuo vestito su misura. Io la vedo sempre, quella scintilla negli occhi che dura un istante: un guizzo che spio ogni singola volta (e sì, anche il mio è un “lusso” senza prezzo) e che dice, un po’ sorpresa, un po’ compiaciuta, un po’ incredula: “ma quanto accidenti sono bella???” .

Io ho raggiunto il mio scopo quanto la donna che ho davanti non vede quanto è bello il vestito, ma quanto è bella lei.

Per concludere…

… E’ come quel vecchio spot della carta di credito: ci sono cose che non hanno prezzo.

E quindi, per definizione, sono il Lusso. Democratico.

il lusso democratico di Palazzo Pitti, Firenze
Felicità da Lusso: Animalia Fashion Exibithion

Un outfit Perfetto: ti piacerebbe?

La silenziosa lotta quotidiana

Ti piacerebbe un outfit perfetto per ogni occasione? Aprire ogni giorno l’anta dell’armadio e scegliere fra tanti bei capi stirati e smacchiati che si combinano perfettamente fra loro? E’ un’emozione che provano in poche, temo.

Infatti, la maggior parte di noi ogni mattina quando apre l’armadio ingaggia una breve, silenziosa e disperata lotta con gonne e pantaloni, poi non trova la camicetta – quella giusta è in nella cesta dei panni – e il cahmere tortora proprio non si c’è. Esce trafelata e scocciata con quello che meglio è riuscita a mettere insieme, fra gli acquisti compulsivi ancora col cartellino degli ultimi saldi. Altro che “outfit perfetto”!

Qualche regola per l’ outfit perfetto….

In realtà le regole per crearsi un bel guardaroba esistono e sono sempre le stesse: una selezione di pezzi intercambiabili fra loro che, sapientemente alternati, fanno sì che tu per quasi due settimane esca di casa con un abbinamento sempre diverso.

Tutti i grandi della moda hanno dispensato consigli in merito. Christian Dior ci ha lasciato Il piccolo dizionario della moda, che è una gemma; Micol Fontana, un volume sull’Eleganza che è una miniera;

Ma il mio preferito è il raffinato volumetto di Madame Geneviève Antoine-Dariaux : Guida all’Eleganza, con le regole auree per un guardaroba perfetto. Se lo trovate, acquistatelo. Madame è stata a lungo la Direttrice dell’Atelier di Nina Ricci e la sua esperienza è , come dire…., garantita!

… secondo Madame…

Un “guardaroba perfetto” si basa su pochi capi di ottima fattura, scelti per durare anni: il suo consiglio è di investirvi il massimo che si ha a disposizione, semplicemente perché i capi belli durano anni e, nel frattempo, regalano molte soddisfazioni. Au contraire, i capi cheap nell’insieme costano altrettanto ma difficilmente regaleranno una sola soddisfazione, se non nel fuggevole atto dell’acquisto.

  • un cappotto di colore brillante, … Rosso? Smeraldo? Celeste?…
  • una gonna abbinata al cappotto
  • una gonna nera
  • una blusa di seta, magari con un collo grazioso,
  • un golfino nero
  • un golfino nei toni neutri che ben si abbina al colore dominante.
  • scarpe e borsetta neutri o neri,
  • qualche accessorio ben assortito

A me piace molto la sua lista per l’inverno:

oggi, aggiungeremmo due capi irrinunciabili come il jeans e la camicia bianca, et voilà (con i ringraziamenti a MyTheresa.com):

Ti piacciono i capi che ho selezionato? Vedi quanti outfits si possono creare mescolando i pezzi fra loro? Il bonus: sarai vestita diversamente per 12 giornate di fila e lascerai un'immagine di te sempre coerente, molto chic, dalle 8:00 alle 24:00!

Ogni stagione, poi, si potrà implementare il bottino con un capo nuovo in armonia con quelli che abbiamo, e nel giro di poco avremo un guardaroba da sogno, un amico affidabile per molte stagioni. Ci regalerà il tempo e il budget per fare cose più interessanti del preoccuparsi di cosa-mi-metto-domani, senza contarela consapevolezza di essere divine.

… e l’outfit perfetto secondo noi :

La nostra mini-collezione jersey, ad esempio: l’abbiamo pensata in un tessuto facile da portare e da curare, in bianco e nero (ma anche in tortora e blu, in bianco e rosso… un colore neutro ed uno brillante) con un prezioso ricamo in giaietto (o: jais, o jet) che richiama gli anno ’60. Si indossa da maggio a ottobre – e qualche pezzo anche in inverno – . Aggiungi un piccolo spolverino o uno dei nostri kimono e via!

Infine, il Budget

outfit perfetto budget
Budget Perfetto

Il budget va considerato esattamente come il colore o lo stile di un capo, la taglia e tutto il resto. L’importante è spendere “bene” la cifra destinata al guardaroba, grande o piccola che sia, e poi, come ordina categorico M.Christian Dior alle sue facoltose clienti, prendersi cura del proprio tesoro con l’affetto che si merita!

mood roaring 20s

Abito su misura: Martina e l’Atelier 322

Un abito su misura è fatto per stare bene a chi lo porterà, e fin qui, niente di nuovo. Tuttavia, alle volte in sartoria entrano clienti che riescono a dare alle nostre creazioni una interpretazione tutta loro. Diventano quindi un po’ speciali… e ci entrano nel cuore. Perché si stabilisce un silenzioso dialogo fra chi crea e chi indossa, davvero meraviglioso.

Martina è una di queste clienti un po' speciali. Infatti, per noi è un piacere mettere in evidenza il suo viso così particolare, ed è un piacere interpretare  la sua personalità, unica, vivace e scanzonata con un abito su misura la sua personalità, unica, vivace e scanzonata.  Ma lei, a sua volta, scorge nei nostri abiti qualcosa che neppure noi avevamo visto....

Un Abito su Misura, Frange e Piume

Martina, infatti, per essere in sintonia con le passerelle di questa stagione ha scelto un piccolo top a frange, ma, aggiungendo una veletta di Atelier 322, ha sfoggiato subito un’allure anni ‘20….

Un Abito su Misura, Rose Fresche…. e mi Sento Frida!

…Ovvero, l’arte di trasformare un delizioso abito su misura in qualcosa di speciale. Con un cerchietto di fiori e un make-up un po’ speciale, esce fuori una ragazza vivace, compassata e audace come Frida Khalo.

Raso a fiori, crepe nero: tutto in pura seta italiana. Miniabito per moltissime occasioni, formali ed informali.

Abiti su Misura, Mood Seventies….

… perché, quando per noi è una sontuosa gonna da cerimonia, per Martina diventa uno scanzonato outfit anni ’70… E poi basta aggiungere un cappello e una gonna corta diventa LA minigonna! Ecco una mise per celebrare insieme la mostra 2019 al V&A Museum!

Dulcis in Fundo….

…perché a volte un abito su misura è anche il vestito per un’occasione speciale, e allora la sartoria rispolvera tutti i segreti dell’Alta Moda

Come vestire per valorizzarsi. Suggerimenti Anyone???


Come vestire per valorizzarsi è un’arte che abbiamo smarrito nei meandri dell’armadio.

La comodità della moda pronta, al solito, o addirittura del famigerato pronto moda, fa le sue vittime: infatti, data la grandissima offerta, alzi la mano chi non acquista d’impulso unicamente sull’onda emotiva: un colore brillante, un neutro che va su tutto, una fantasia accattivante…. In pratica, così fan tutte! Poi si torna a casa con:

una maglia troppo corta, un vestito che stringe, un paio di pantaloni che vanno bene sui fianchi ma sono enormi in vita (in questo caso, generalmente ci portiamo a casa anche la cintura che una sollecita commessa ci ha offerto). O, se va proprio male, con qualcosa di assai fuori luogo.

Per esempio io per diversi anni dopo i 45 ho continuato a collezionare gonne troppo corte, perché “Signora, se non le porta lei le minigonne….” (portavo la 40 e ho belle gambe)

Ecco, per fortuna ho una figlia con trent’anni meno di me e, adesso, le porta lei.

Tua la figura – loro le taglie

Cosa indossare per valorizzare la figura per me non è stato un problema per buona parte della vita. Avevo misure standard e costanti. Poi i 45 anni mi hanno regalato qualche chilo e tre taglie di reggiseno in più (accidenti a loro) e mi sono ritrovata dall’altra parte della barricata, a combattere con vestiti che o 1) stavano bene sui fianchi; o 2) si allacciavano sul petto. Zero misure di mezzo. All’improvviso, il problema di come valorizzare la figura era diventato anche mio.

Per valorizzare la figura serve conoscersi. Potrà essere d’aiuto un atelier di riferimento: nella sartoria-su-misura  è che l’abito si adatta al corpo, non il contrario. Infatti, nonostante i corpi siano diversi per forme e per misure (ci sono almeno quattro categorie ben diverse fra loro, senza contare l’altezza, il peso e lo stile di vita), l’industria non può tenerne conto – per ovvi e anche comprensibili motivi – e quindi crea secondo standard prestabiliti standard per cui, ad esempio, una taglia 46 misurerà sempre: torace  92 cm; vita 76 cm.; bacino 100cm. Quindi tutte le ragazze con misure che si aggirano attorno a quelle, si infileranno giocoforza nella 46 e pazienza se tira sul fianco, sbecca in vita oppure è un po’ strettina di spalle. Valorizzare la figura passa, ahimè, in secondo piano.

Senza contare, poi, la necessità che ha l’industria di semplificare la produzione: ci sono donne che stanno bene col tubino (poche), altre con il sacchetto, chi ha bisogno del taglio redingote e chi sta bene solo con la gonna in sbiego. Ma l’industria sceglie di produrre solo il modello statisticamente più adatto. Le altre, si arrangano.Quindi ci strizziamo in capi poco adatti per il bene dell’industria di settore.

E che dire poi di quel colore che ti può valorizzare da morire, ma non riesci mai a trovare perché non rientra nel “pantone dell’anno” e devi accontentarti di quello smortissimo, che ti sbatte da morire – ma che vuoi, quest’anno va così- ?

Sartoria anyone?

Ho sempre seguito con passione l’alta moda: l’occasione mi ha fatto avvicinare  alla sartoria… e ho riscoperto un mondo..!

Quante grinze fa il tuo vestito?

Ho scoperto, ad esempio, che per far “cadere” bene un abito  è importante la misura della tua schiena, perché , se non corrisponde esattamente a quella del vestito che indossi, non sarà mai possibile che quel vestito ti stia bene (clicca qui per saperne di più sulle misure e taglie). Ho poi scoperto che, se non sei alta 163cm (che è una delle misure standard della confezione industriale), praticamente non ci saranno gonne, pantaloni o vestitini in grado di starti alla perfezione, perché il punto vita starà sempre nel posto sbagliato…..

Cosa indossare per valorizzare la figura the dressmaker
L’emozione per il vestito che verrà… 😁

Allora ho capito perché le mie nonne fossero sempre tanto “a posto”: curate, eleganti, raffinate nella loro semplicità…. Ed erano persone che, vissute in ben due devastanti dopoguerra, non potevano certo permettersi di spendere cifre folli… Avevano la Sarta.

Ti ho incuriosito? Vestire per valorizzarsi comincia ad avere un senso per te?

Quali sono le tue grinze personali (…le uniche stilose che possiamo indossare sono quelle sulla faccia)? Qual’è il tuo vestito dei sogni che non riesci mai a trovare in boutique (e nemmeno da H&M)…? E ancora: qual’è quel benedetto difetto che ti fa ogni vestito  e di cui faresti tanto volentieri a meno?

Come Vestire per valorizzarsi: La Consulenza d’Immagine.

Una parte bella in sartoria è la consulenza di immagine. Aiuta la Cliente a capire cosa le dona e cosa no, quando e come indossare un capo, quali sono le occasioni d’uso.

In Atelier si tessono preziose complicità: fra Sarta e Cliente nascono alleanze. Una sarta vorrà sempre  vedere la propria cliente al suo meglio, è il suo primo obiettivo. Far uscire dal proprio atelier una donna ben vestita e soddisfatta, credetemi, non ha prezzo. Anzi, una parte del nostro compenso è proprio la soddisfazione: mettere in campo le nostre conoscenze (tante, e impegnative da ottenere) per creare un qualcosa che nel suo piccolo si metta al servizio della donna che abbiamo di fronte – risolvendole tanti piccoli ma grandi problemi – sì … dà soddisfazione.

La creatrice di moda saprà anche suggerire – e realizzare – una mini collezione su misura per la cliente, interpretandone la fisicità e le abitudini; ne saprà valorizzare la figura e i colori; potrà creare quel pezzo passe-partout che serve a collegare fra loro indumenti diversi che la cliente già possiede; saprà reinterpretare o aggiornare quel capo speciale tanto amato… Il divertimento è solo all’inizio! Vestire per valorizzarsi diventerà un gioco felice.

Parliamone…

 

L’Atelier 322 Couture e le sue creazioni

Atelier 322 Couture studia e recupera la tecnica sartoriale italiana. Ci piace, infatti, usare con discernimento tutta la gamma che il modellismo mette a disposizione della Sartoria. Questo, del resto, rimane il segreto di un abito ben riuscito: un modello adatto, infatti, valorizza chi lo indossa. Come per miracolo un sederotto ingombrante scivola via insieme taglio in sbiego della gonna; un balconcino troppo prominente si riassesta nelle giuste proporzioni; una figura brevilinea acquista 10 cm in regalo…. e così via! Basta alle “stratificazioni” en camouflage per mascherare una figura che non accontenta! Molto meglio un taglio appropriato a sottolineare la propria avvenenza. Almeno, così la pensiamo noi.

D’altronde, consentitemi una piccola nota lessicale: non è un caso se, tanto in francese quanto in inglese, colui che crea i vestiti si chiami – semplicempente- “tagliatore” (“tailleur”, “tailor”, tutti derivanti dal latino taliare)!

Inoltre, insieme alla qualità del taglio in In Atelier 322 Couture amiamo che i nostri capi siano semplici, eleganti, spiritosi, eccentrici o chic, ma – sempre – flessibili: cioè, adatti a diversi periodi dell’anno e alle tante occasioni d’uso, dall’ufficio all’evento after eight (ma – per piacere- il tacco dodici solo sul red carpet!!!), magari con un semplice cambio di accessori, come un colletto o una baschina.

qualche idea….

Qui sotto, una carrellata di alcuni prototipi di base, che si possono realizzare in qualsiasi variante per la cliente. In Atelier al 322 potete trovarli insieme al vostro outfit ideale, rigorosamente OOAK.

A breve arriverà anche la collezione “h/24 – Donna in Movimento” , studiata per le clienti indaffarate, che potrete trovare da gennaio 2020 sul nostro e-shop.

. Il Kimono

Sebbene il kimono sia un capo bellissimo ed impegnativo, per noi è anche un capo svelto e leggero: infatti è delizioso in primavera come coprispalle; mentre in estate diventa un copricostume très chic e nelle sere invernali dà un twist al tubino nero. In più, rende sempre stiloso il jeans con la camicia bianca…

. Solo Seta

In Atelier 322 Couture usiamo molto i tessuti naturali, infatti la seta fa capolino molto spesso, anche solo come fodera: pensiamo sia bello avere la seta a contatto con la pelle, piuttosto che un normale tessuto sintetico. In genere usiamo quelle di produzione italiana ed europea, con qualche puntatina in Oriente: onestamente, siamo sempre alla ricerca di splendide sete cinesi o indiane di pregio!

… E un bel Tubino?

A chi non piace un bel tubino? Qui ecco qualche esempio per varie occasioni.

o Tante Gonne

Non solo abiti, anche gonne! Atelier 322 Couture adora le gonne, perché sono tanto, tanto femminili: strette, mini, longuette o a pieghe, per non parlare delle gonne svasate, a mezza ruota o ruota intera!

E se usassimo una sopraggonna?

Infine in Atelier 322 Couture abbiamo reinterpretato un capo usato da sempre, molto in voga nel XVIII e XIX secolo e molto amato anche a metà del ‘900: la sopragonna.

La usiamo con successo negli abiti da cerimonia “convertibili”: una sontuosa sopragonna da portare per esempio sopra un sofisticato tubino, una tuta scollata o una mini salopette. Finita la cerimonia, entrambi si possono usare separatamente per tante occasioni meno formali.

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