Come vestire per valorizzarsi. Suggerimenti Anyone???


Come vestire per valorizzarsi è un’arte che abbiamo smarrito nei meandri dell’armadio.

La comodità della moda pronta, al solito, o addirittura del famigerato pronto moda, fa le sue vittime: infatti, data la grandissima offerta, alzi la mano chi non acquista d’impulso unicamente sull’onda emotiva: un colore brillante, un neutro che va su tutto, una fantasia accattivante…. In pratica, così fan tutte! Poi si torna a casa con:

una maglia troppo corta, un vestito che stringe, un paio di pantaloni che vanno bene sui fianchi ma sono enormi in vita (in questo caso, generalmente ci portiamo a casa anche la cintura che una sollecita commessa ci ha offerto). O, se va proprio male, con qualcosa di assai fuori luogo.

Per esempio io per diversi anni dopo i 45 ho continuato a collezionare gonne troppo corte, perché “Signora, se non le porta lei le minigonne….” (portavo la 40 e ho belle gambe)

Ecco, per fortuna ho una figlia con trent’anni meno di me e, adesso, le porta lei.

Tua la figura – loro le taglie

Cosa indossare per valorizzare la figura per me non è stato un problema per buona parte della vita. Avevo misure standard e costanti. Poi i 45 anni mi hanno regalato qualche chilo e tre taglie di reggiseno in più (accidenti a loro) e mi sono ritrovata dall’altra parte della barricata, a combattere con vestiti che o 1) stavano bene sui fianchi; o 2) si allacciavano sul petto. Zero misure di mezzo. All’improvviso, il problema di come valorizzare la figura era diventato anche mio.

Per valorizzare la figura serve conoscersi. Potrà essere d’aiuto un atelier di riferimento: nella sartoria-su-misura  è che l’abito si adatta al corpo, non il contrario. Infatti, nonostante i corpi siano diversi per forme e per misure (ci sono almeno quattro categorie ben diverse fra loro, senza contare l’altezza, il peso e lo stile di vita), l’industria non può tenerne conto – per ovvi e anche comprensibili motivi – e quindi crea secondo standard prestabiliti standard per cui, ad esempio, una taglia 46 misurerà sempre: torace  92 cm; vita 76 cm.; bacino 100cm. Quindi tutte le ragazze con misure che si aggirano attorno a quelle, si infileranno giocoforza nella 46 e pazienza se tira sul fianco, sbecca in vita oppure è un po’ strettina di spalle. Valorizzare la figura passa, ahimè, in secondo piano.

Senza contare, poi, la necessità che ha l’industria di semplificare la produzione: ci sono donne che stanno bene col tubino (poche), altre con il sacchetto, chi ha bisogno del taglio redingote e chi sta bene solo con la gonna in sbiego. Ma l’industria sceglie di produrre solo il modello statisticamente più adatto. Le altre, si arrangano.Quindi ci strizziamo in capi poco adatti per il bene dell’industria di settore.

E che dire poi di quel colore che ti può valorizzare da morire, ma non riesci mai a trovare perché non rientra nel “pantone dell’anno” e devi accontentarti di quello smortissimo, che ti sbatte da morire – ma che vuoi, quest’anno va così- ?

Sartoria anyone?

Ho sempre seguito con passione l’alta moda: l’occasione mi ha fatto avvicinare  alla sartoria… e ho riscoperto un mondo..!

Quante grinze fa il tuo vestito?

Ho scoperto, ad esempio, che per far “cadere” bene un abito  è importante la misura della tua schiena, perché , se non corrisponde esattamente a quella del vestito che indossi, non sarà mai possibile che quel vestito ti stia bene (clicca qui per saperne di più sulle misure e taglie). Ho poi scoperto che, se non sei alta 163cm (che è una delle misure standard della confezione industriale), praticamente non ci saranno gonne, pantaloni o vestitini in grado di starti alla perfezione, perché il punto vita starà sempre nel posto sbagliato…..

Cosa indossare per valorizzare la figura the dressmaker
L’emozione per il vestito che verrà… 😁

Allora ho capito perché le mie nonne fossero sempre tanto “a posto”: curate, eleganti, raffinate nella loro semplicità…. Ed erano persone che, vissute in ben due devastanti dopoguerra, non potevano certo permettersi di spendere cifre folli… Avevano la Sarta.

Ti ho incuriosito? Vestire per valorizzarsi comincia ad avere un senso per te?

Quali sono le tue grinze personali (…le uniche stilose che possiamo indossare sono quelle sulla faccia)? Qual’è il tuo vestito dei sogni che non riesci mai a trovare in boutique (e nemmeno da H&M)…? E ancora: qual’è quel benedetto difetto che ti fa ogni vestito  e di cui faresti tanto volentieri a meno?

Come Vestire per valorizzarsi: La Consulenza d’Immagine.

Una parte bella in sartoria è la consulenza di immagine. Aiuta la Cliente a capire cosa le dona e cosa no, quando e come indossare un capo, quali sono le occasioni d’uso.

In Atelier si tessono preziose complicità: fra Sarta e Cliente nascono alleanze. Una sarta vorrà sempre  vedere la propria cliente al suo meglio, è il suo primo obiettivo. Far uscire dal proprio atelier una donna ben vestita e soddisfatta, credetemi, non ha prezzo. Anzi, una parte del nostro compenso è proprio la soddisfazione: mettere in campo le nostre conoscenze (tante, e impegnative da ottenere) per creare un qualcosa che nel suo piccolo si metta al servizio della donna che abbiamo di fronte – risolvendole tanti piccoli ma grandi problemi – sì … dà soddisfazione.

La creatrice di moda saprà anche suggerire – e realizzare – una mini collezione su misura per la cliente, interpretandone la fisicità e le abitudini; ne saprà valorizzare la figura e i colori; potrà creare quel pezzo passe-partout che serve a collegare fra loro indumenti diversi che la cliente già possiede; saprà reinterpretare o aggiornare quel capo speciale tanto amato… Il divertimento è solo all’inizio! Vestire per valorizzarsi diventerà un gioco felice.

Parliamone…

 

Published by

Giuliana Costantino

Fiumana nata a Roma, dopo gli studi scientifici e la laurea in Economia e Commercio alla Sapienza, ho ottenuto i diplomi di Modellismo Sartoriale e di Sartoria alla Scuola Centro Moda - Guarino di Roma. Mamma e moglie felice, sono anche un’entusiasta creatrice di moda all’Atelier 322 Couture

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